I misteri della palude

Un maniero circondato dalla palude nel Suffolk, un omicidio, un dipinto inquietante e un segreto rimasto nascosto per cinquant’anni. Questi gli ingredienti de I demoni di Wakenhyrst (il titolo originale è semplicemente Wakenhyrst), il romanzo di Michelle Paver portato in Italia da Neri Pozza nel 2020. La casa editrice veneta ha ormai in catalogo tanti libri legati alla tradizione gotica anglosassone, molti di buona qualità: questa storia non fa eccezione.

Il romanzo si apre nel 1966, quando la stampa riaccende i riflettori su un fatto di sangue avvenuto nel 1913 davanti a un antico maniero nel Suffolk: «Fu da lì che nel 1913 la sedicenne Maud Sterne vide il padre scendere i gradini con un punteruolo da ghiaccio, un martello da geologo e intenzioni omicide». Il padre si chiamava Edmund Stearne: rinchiuso in un ospedale psichiatrico dopo l’omicidio, trascorse il resto della vita a dipingere quadri rivalutati dopo la sua morte come grandi opere d’arte. Quanto alla figlia, Maud, per i successivi cinquant’anni ha vissuto reclusa nel maniero: nel 1966, per guadagnare un po’ di soldi, decide di raccontare la sua versione dei fatti.

I demoni di Wakenhyrst è la storia di un padre-padrone rimasto vedovo e della figlia adolescente. I protagonisti vivono insieme alla servitù in una vecchissima casa – Wake’s End – circondata da una palude; l’ambientazione è tipicamente inglese, con atmosfere da romanzo gotico duro e puro. Edmund è un intellettuale misogino e violento, impegnato nella traduzione e nell’esegesi della vita di una mistica medievale; Maud è una ragazza tormentata, curiosa e intraprendente, innamorata della palude e degli animali, pronta a tutto per far luce sul passato del padre.

La narrazione entra nel vivo quando vicino alla chiesa di San Guthlaf emergono i resti di un dipinto che rappresenta l’Apocalisse, un’opera allegorica che un tempo campeggiava all’interno dell’edificio sacro. Da quel giorno Edmund inizia la sua discesa negli inferi della follia, che lo porterà a commettere un omicidio per sanare un peccato di gioventù. La figlia Maud cercherà di contrastarlo in ogni modo, fino a scoprire la macchia che pesa sulla coscienza del padre.

Edmund è veramente pazzo? O il ritrovamento del dipinto ha risvegliato un demone nel villaggio di Wakenhyrst? L’autrice – laureata in biochimica a Oxford, avvocato e poi scrittrice a tempo pieno – racconta la storia dal punto di vista di Maud, ma inserisce nel romanzo ampi estratti dal diario di Edmund (che la figlia legge di nascosto): l’alternanza mantiene alto il ritmo narrativo, senza rinunciare a suggestive descrizioni di Wake’s End e della palude che lo circonda. Proprio quella palude, con la sua storia e i segreti che si porta dentro, è il “personaggio” che resterà impresso nella memoria del lettore.

Classificazione: 3 su 5.
Michelle Paver
I demoni di Wakenhyrst
Neri Pozza 2020
319 pp, traduzione di Francesca Cosi e Alessandra Repossi

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