Terrore al Grand Hotel

Il 12 ottobre 1984 una bomba esplode nella pancia del Grand Hotel di Brighton. Si contano cinque morti e un obiettivo mancato dai terroristi dell’IRA: il primo ministro Margaret Tatcher, che è in città per la convention del Partito Conservatore. Come si è arrivati a quel giorno? Chi ha piazzato la bomba, perché lo ha fatto? Chi sono le vittime e i feriti innocenti?

Jonathan Lee prova a dare una risposta con il romanzo Il Tuffo, edito in Italia da Sur. L’autore racconta gli anni e i giorni che precedono l’attentato dal punto di vista di Dan, il ragazzo che si farà le ossa nell’IRA e piazzerà la bomba all’interno dell’albergo, di Moose Finch, il direttore del Grand Hotel con un passato da tuffatore, e di sua figlia Freya, una giovane donna che non ha ancora deciso cosa fare da grande. Sullo sfondo – dipinta molto bene – c’è la Gran Bretagna degli anni Ottanta, quella della Tatcher e del terrore.

Lee racconta la Storia attraverso le storie di persone comuni, personaggi immaginari che sono ingranaggi del destino collettivo. La letteratura lo fa da sempre, ma resta il modo migliore per comprendere eventi complessi. Dan mette la bomba al Grand Hotel dopo aver respirato l’aria avvelenata dalle tensioni di Belfast, Moose è vittima di un matrimonio fallito che lo ha costretto a rinunciare ai sogni, Freya resta bloccata nella sua Brighton senza il coraggio di tuffarsi nella vita come faceva suo padre nelle piscine.

L’attentato, per la comunità del Grand Hotel, è la sveglia che riporta con i piedi per terra. Quando la bomba sventra il palazzo affacciato sul mare tutto passa in secondo piano, tutti – compreso il lettore – si rendono conto di essere delle pedine parte di un gioco più grande. La priorità, in quel momento, è una sola: non morire. Tutti gli altri problemi della vita diventano piccoli e non fanno più paura.

Come andrà a finire lo sappiamo già: la Tatcher non muore, l’organizzatore dell’attentato (Dan è il suo aiutante immaginario) viene arrestato. La forza de Il tuffo non sta certo nella suspense, è tutta nella forza dei personaggi: Lee porta allo scoperto mille sfaccettature di Dan, Moose e Freya, la caratterizzazione è precisa e approfondita. Arrivati alla fine del libro sembra di averli tutti e tre davanti agli occhi, con un palazzo in fiamme e le sirene dei mezzi di soccorso sullo sfondo.

Classificazione: 3.5 su 5.
Jonathan Lee
Il tuffo
Sur 2017
446 pagine, traduzione di Sara Reggiani

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