Il miracolo di Emmanuel Carrère

Ho frequentato scuole cattoliche, ho partecipato a centinaia di funzioni religiose, eppure non sono mai riuscito a seguire con attenzione una lettura da san Paolo. Mi perdevo subito ascoltando i nomi dei destinatari: i romani, e fin qui tutto bene, ma poi saltavano fuori lettere ai Filippesi, ai Galati, ai Corinzi, agli Efesini, popoli persi nella nebulosa della storia. I concetti erano vaghi, un misto di filosofia e religione: niente a che vedere con i Vangeli, più chiari, diretti, perfino avvincenti.

A causa di questo scarso feeling con le lettere paoline, ho rimandato per anni la lettura de Il Regno di Emmanuel Carrère. Quando però Adelphi ha pubblicato l’ultimo lavoro dello scrittore, Yoga, mi sono imposto di mettermi in pari: niente libro nuovo prima di aver letto quello vecchio. Ed è stata una fortuna, perché Il Regno è davvero una rivelazione.

Da quando ha abbandonato il romanzo per votarsi all’autofiction, Carrère sta scrivendo un’imponente e meravigliosa autobiografia. Ogni volume accende i riflettori su un aspetto della sua vita e in questo caso si parla di religione: scopriamo (questo è quello che vuole farci credere) che nei primi anni novanta Emmanuel è stato un fervente cristiano. Lo era al punto da trascorrere le giornate a leggere i testi sacri, al punto da tenere un diario con le sue riflessioni sul Vangelo.

Quella fase è passata. Ma quando si è messo in testa di scrivere un libro sul cristianesimo delle origini, Carrère ha recuperato i diari scritti anni prima: Il Regno viaggia allora su due binari, uno molto personale (vi racconto gli anni in cui andavo a messa tutti i giorni e studiavo la parola di Dio) e uno più oggettivo (vi racconto come si sono mossi i primi cristiani dopo la morte di Gesù).

Sono due viaggi molto interessanti. Le parti personali sono Carrère allo stato puro e aggiungono tasselli importanti alla sua autobiografia, vera o immaginata che sia. Il vero miracolo sta però nella ricerca storica: immagino sia basata su documenti notissimi fra teologi e studiosi, ma solo lui poteva rendere così avvincente la vita dei primi cristiani. Solo lui poteva farmi comprendere le lettere di san Paolo, rivelando la passione e la disperazione che sta dietro a quelle parole.

Paolo, Pietro, Giacomo, Luca e gli altri evangelisti: nel Regno i padri della Chiesa diventano personaggi a tutto tondo, mossi da passioni devastanti. Non si fidano gli uni degli altri, lottano per esportare nel mondo una visione più o meno umana di Gesù Cristo e lo fanno senza esclusione di colpi. E alla fine perfino le lettere di san Paolo assumono un gusto tutto nuovo, diventano una questione di vita o di morte per una religione ancora in fasce.

Classificazione: 4 su 5.
Emmanuel Carrère
Il Regno
Adelphi 2015
428 pagine, traduzione di Francesco Bergamasco

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