Quattro consigli per l’11 settembre

Il ventesimo anniversario dell’11 settembre cade a pochi giorni dal ritorno dei talebani in Afghanistan, il peggior epilogo possibile per una guerra nata dalle ceneri del World Trade Center. Tra libri, film, documentari, serie tv e podcast, in questi giorni siamo sommersi dai racconti, dai ricordi e dalle analisi. Ho letto e guardato di tutto sugli attacchi a New York e Washington, per quanto mi riguarda il canone dei migliori prodotti culturali è ben definito.

Un romanzo e un saggio

Tanti romanzieri hanno cercato di raccontare quell’esperienza, nessuno lo ha fatto meglio di Jonathan Safran Foer con Molto forte, incredibilmente vicino. Pubblicato nel 2005, racconta la storia del piccolo Oskar Schell, un bambino di 9 anni che ha perso il padre nell’attentato alle torri gemelle. Un giorno Oskar trova una chiave, appartenuta al papà, con la scritta “Black”: inizia così un viaggio per le strade di New York, per trovare la porta associata a quel mistero. Intanto scopriamo anche la storia del nonno paterno di Oskar, scomparso anni prima. Si ride un po’, si piange tanto. E il piccolo protagonista – un bimbo geniale e solitario, chiamato a elaborare qualcosa di troppo grande – resta indimenticabile. Nel 2011 è uscito un bel film con Tom Hanks, ma il romanzo è di un altro livello.

Anche fra i saggi c’è un libro che vince a mani basse. Le altissime torri di Lawrence Wright racconta l’evoluzione di al-Qaeda, dalla fondazione ai primissimi attentati, per arrivare alla pianificazione e all’esecuzione degli attacchi a New York e Washington. Dietro c’è un lavoro di ricerca incredibile, che ha portato allo scoperto gli errori e le mancanze di Cia ed Fbi. Un capolavoro giornalistico premiato con il Pulitzer. Su Prime Video c’è una splendida serie tv tratta dal libro.

Un film e una docuserie

Anche i registi, da Oliver Stone a Paul Greengrass, hanno raccontato l’11 settembre in lungo e in largo. Il mio film preferito è Reign Over Me di Mike Binder, con Adam Sandler e Don Cheadle. Vale lo stesso discorso di Molto forte, incredibilmente vicino: al centro dell’opera non c’è l’attentato in sé, ma le ripercussioni di quella giornata sulla vita dei personaggi. Charlie, il protagonista, ha perso moglie e figlie sugli aerei dirottati: da quel giorno vive in un mondo tutto suo, fatto di videogiochi e musica rock, senza alcun rapporto con la realtà e la vita di prima. Un giorno incontra casualmente Adam, già compagno di stanza al college: l’amico ritrovato farà di tutto per tirarlo fuori dal bunker della depressione. Grandissima la colonna sonora.

Tra le novità segnalo la docuserie Turning Point, prodotta e distribuita da Netflix. Se Le altissime torri raccontava tutto ciò che ha preceduto l’11 settembre, Turning Point parte da quella giornata per esplorare i mesi e gli anni successivi: l’orgoglio della città ferita, il desiderio di rivalsa, la guerra in Afghanistan e quella contestatissima in Iraq. Una storia che si è riaccesa improvvisamente poche giorni fa con la caduta di Kabul, il ritorno dei talebani e la fuga precipitosa degli occidentali.

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