Le aziende italiane puntano sul tennis

Ormai lo sappiamo: l’Italia sta riscoprendo il tennis al seguito di Jannik Sinner, Lorenzo Musetti e Matteo Berrettini. Gli indizi sono tantissimi, basti pensare che il Corriere della Sera ha dedicato un ampio servizio (con ripresa e foto in prima pagina) all’esame di maturità di Musetti, neanche fosse un’intervista esclusiva a Roger Federer. Sarà interesse concreto e duraturo? O è una bolla mediatica? Per rispondere vale la regola d’oro, follow the money.

Se seguiamo i soldi scopriamo che importanti aziende italiane stanno investendo sempre più nel sistema tennis, fra tornei e atleti che garantiranno 10-15 anni di grande visibilità. Quando grandi imprenditori mettono mano al portafoglio, significa che l’economia crede nel rinascimento del tennis a medio-lungo termine. Epicentro della rinascita sarà il Piemonte, la regione che per cinque anni ospiterà a Torino le Atp Finals.

Il Tour e le Finals

Qualche giorno fa l’Atp ha annunciato una global partnership con il Consorzio Asti Docg: le bottiglie piemontesi saranno il vino ufficiale del Tour e delle Finals fino alla fine del 2023. I termini economici dell’accordo non sono noti, ma c’è da immaginare un grosso investimento da parte di un gruppo costituito da oltre quattromila aziende che nel 2021 garantiranno la produzione di cento milioni di bottiglie.

Asti will receive on-court, on-site and digital exposure, including presence at the eight-day tournament’s official trophy ceremonies and corporate hospitality areas. In addition, as Official Supplier of the ATP Tour, the consortium will receive year-round exposure on ATP Tour digital and social channels, which currently reach over eight million followers.

Atp

E poi ovviamente c’è Lavazza, un marchio che insieme a Barilla (fra i suoi testimonial ci sono Roger Federer e Coco Gauff) investe sul tennis da diverso tempo. L’azienda è presenza fissa agli Slam e da novembre 2021 sarà platinum partner delle Atp Finals di Torino. «L’ormai decennale impegno di Lavazza nel tennis con la presenza ai tornei del Grande Slam e la decisione di partecipare alle ATP Finals confermano un  percorso consolidato e in linea con la nostra strategia di internazionalizzazione» ha detto Marco Lavazza, vicepresidente dell’azienda, presentando l’accordo che risale alla primavera del 2020.

Le Atp Finals non esisterebbero senza il supporto di altre grandi imprese. C’è Intesa San Paolo come host partner, EA7 (la linea sportiva di Armani che veste Fabio Fognini) e l’acqua Valmora come gold partner, Italgas e Iren come silver partner, Torino Outlet Village come bronze partner.

I giovani italiani

Poi c’è il capitolo degli investimenti sui tennisti italiani di punta. Se Berrettini resta legato a due grandi marchi stranieri (Peugeot e Red Bull), le aziende italiane stanno puntando fortissimo su Sinner e Musetti.

Vent’anni ancora da compiere, Sinner ha già contratti con Intesa San Paolo, Alfa Romeo, Consorzio Parmigiano Reggiano, Fastweb e Technogym. L’elenco potrebbe essere parziale, gli annunci di nuove partnership fra il tennista e i grandi marchi spuntano come funghi sui social network.

Musetti, 19 anni e (ancora) zero trofei nel circuito maggiore, è testimonial di Parmacotto, Noberasco (produce frutta secca) e Bolon Eyewear (gruppo EssilorLuxottica). Fra gli stranieri, la tedesca Inkospor (specializzata in integratori) e la casa automobilistica coreana Kia.

Ora immaginate questo elenco fra due-tre anni, quando Sinner e Musetti avranno vinto qualche titolo di un certo peso: saranno in tanti a salire sul carro del vincitore.

La scelta di Sky

Un’altra prova del rinnovato interesse per il tennis è la scelta di Sky. Dal 28 giugno – il giorno in cui partirà Wimbledon – la multinazionale lancerà Sky Sport Tennis, un canale tematico che occuperà la posizione 205.

Sarà concorrente di Supertennis, il canale della Fit presente da anni sul digitale terrestre, ma con una potenza di fuoco imparagonabile: Sky ha i diritti di tutti i Masters 1000, delle Atp Finals, di sette tornei Atp 250 e cinque tornei Atp 500; senza contare il pezzo da novanta, Wimbledon. L’obiettivo è chiaro: cavalcare un’onda azzurra che potrebbe regalarci soddisfazioni per 10-15 anni, sempre che non spuntino nuovi predestinati ad prolungare l’età dell’oro del tennis italiano.

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