Rimbaud a Milano

Nella primavera del 1875, Arthur Rimbaud arrivò a Milano dopo un lungo viaggio e soggiornò in un appartamento di piazza Duomo, ospite di una vedova; inutile cercare l’abitazione, oggi al suo posto c’è un grande magazzino. Il poeta ha trascorso un mese a pochi metri dalla Madonnina, ma tutto è avvolto dal mistero: come ha trascorso le sue giornate? Chi era la vedova? Come si sono conosciuti, e perché lo ha accolto nella sua casa?

Edgardo Franzosini ha provato a risolvere il cold case letterario con un libretto suggestivo e raffinato, edito nel 2018 da Skira. L’autore ripercorre le tracce lasciate da Rimbaud, impresa non facile: «Si riducono tutte, in pratica, a un biglietto da visita, un “bristol” come veniva anche chiamato all’epoca, il cui originale è scomparso». Fortunatamente abbiamo una fotografia di quel biglietto, inviata da Georges Izambard al futurista Ardengo Soffici, autore del primo saggio su Rimbaud pubblicato al di fuori della Francia.

Per la copertina del libro, Skira ha scelto il “Ritratto di Rimbaud” di Alberto Giacometti

Dal “bristol” sappiamo che Rimbaud ha alloggiato in piazza Duomo, civico 39, terzo piano. Sappiamo anche che ha messo piede negli uffici postali, da cui ha spedito almeno una lettera verso la Francia. Per rispondere a tutte le altre domande, Franzosini si appella alle testimonianze di amici e conoscenti, compreso ovviamente Paul Verlaine, e si lascia andare a una serie di supposizioni. Forse il poeta è rimasto ammaliato dalla padrona di casa e per questo motivo ha deciso di fermarsi un mese? Avrà frequentato i salotti letterari dell’epoca, un teatro, una biblioteca?

Così come si ignora la durata esatta della permanenza di Rimbaud a Milano – tre, forse quattro settimane, tra la fine di aprile e la fine di maggio – non si conoscono nemmeno le ragioni esatte che lo spinsero a fare sosta in città, né quelle che lo convinsero a rimanerci per tutto quel periodo.

Edgardo Franzosini, Rimbaud e la vedova

Le domande sono tantissime, le risposte poche. Rimbaud e la vedova ci trasporta però nella Milano di fine Ottocento e ritrae il poeta in un anno determinante, quel 1875 in cui abbandonò la letteratura e si mise a girare il mondo vestendo i panni del soldato, del commerciante, dell’impiegato, del mercante d’armi. Un viaggio fisico ed esistenziale che lo ha consegnato alla leggenda, al pari dei suoi versi.

Classificazione: 3.5 su 5.
Edgardo Franzosini
Rimbaud e la vedova
Skira 2018
91 pp

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