C’è Roger sul terrazzo

Il video sta facendo il giro del mondo. Del resto non capita tutti i giorni di vedere Roger Federer (!) impegnato a palleggiare con due ragazzine (!!) sui tetti di Finale Ligure (!!!). Dietro c’è una storia bellissima, trasformata in una fiaba da Barilla che ha favorito l’incontro tra il tennista, Carola e Vittoria. Ma il “rooftop match” di Finale non è un caso isolato: Roger ha organizzato molte sorprese per i suoi fan.

Il “rooftop match” di Finale Ligure

La storia del “rooftop match” di cui tanto si parla parte nei mesi del lockdown. Carola e Vittoria, 11 e 13 anni, abitano in due palazzi vicini e giocano entrambe per il Tennis Club Finale. Quando le attività sportive vengono bloccate dal coronavirus, le ragazze decidono di palleggiare da un tetto all’altro per tenersi in allenamento. Registrano un video, senza immaginare cosa sarebbe accaduto di lì a poco: la partitella ad alta quota fa il giro dei social network, il 18 aprile viene condivisa dai canali ufficiali dell’Atp Tour. Tra i primi retweet, c’è quello di Stefanos Tsitsipas che commenta divertito: “It’s really nice to see”. Risultato? Titoli sui giornali di tutto il mondo, una pioggia di visualizzazioni.

In una versione alternativa del video pubblicato sempre da Barilla, Federer racconta il seguito della storia:

Quando ho visto il video delle ragazze sui social media, ho pensato fosse un’idea meravigliosa. Barilla mi ha chiesto di venire qui, nel loro paese, nel posto in cui hanno giocato sui tetti. Io ho risposto “certo, fatemi solo controllare gli impegni, voglio assolutamente farlo”. Ed eccomi qui.

Le ragazze vengono attirate sul tetto del condominio da una troupe televisiva, con la scusa di un’intervista. Poi all’improvviso compare Roger: la faccia di Vittoria dice più di mille parole. Nel corso della partita molte palline cadono sulla strada, una colpisce un’automobile parcheggiata di sotto (“Into the macchina!” commenta il tennista).

La giornata prosegue con un pranzo vista mare. Roger autografa di tutto, compresa una maglietta del Tennis Club Finale con una lunga dedica: “Per Vittoria, thank you for welcoming me to your home.It was very special for me. All the best, Roger Federer 2020”.

Le sorprese non finiscono qui. Nell’ultima scena del video riappare Roger, saluta Carola e Vittoria e le invita ad allenarsi in posto speciale… la Rafa Nadal Academy.

A cena con Daniela

Qualche mese prima di incontrare Carola e Vittoria, Roger Federer si è materializzato davanti a un’altra fan. Nel maggio 2019 Daniela Zuncheddu, tifosissima sarda, si presenta sugli spalti del torneo di Madrid con un cartello: “Roger… Would you like to have dinner with me tonight? I’ll cook!”.

L’immagine viene rilanciata sui social network da Barilla. Ecco il resto della storia, raccontata dalla protagonista al giornale La Nuova Sardegna:

Sono stata contattata dalla Barilla, a metà giugno ho ricevuto un pacco: dentro c’era una confezione di pasta e soprattutto una maglietta di Federer autografata. Per me la cosa sarebbe potuta finire lì: ero felicissima.

Passa qualche settimana e la donna riceve un’altra telefonata: l’azienda la invita a Ginevra per una lezione di cucina. In quei giorni, 16-17 settembre, Roger sarebbe stato nella città svizzera per la Laver Cup: Daniela spera di vederlo anche solo da lontano. E invece, dopo aver cucinato piatti di pasta con uno chef, in sala si materializza Lui.

Mi sono commossa, ma sono riuscita a non piangere. Volevo godermi quel momento. Mi sono detta: “O mi regge il corpo o la mente”. Il corpo ha retto, ma la testa è andata in confusione. È stato veramente un signore, gli ho chiesto dei figli e della moglie e lui mi ha chiesto della mia famiglia. Gli ho chiesto per quanto giocherà ancora e lui: “Per quanto vuoi che giochi? Un anno? Due?” Per sempre, gli ho detto.

My Wish: a lezione con Roger

Per questa servono i fazzoletti. My Wish è un progetto di Make-A-Wish America ed Espn per i giovani con grossi problemi di salute. Una decina di anni fa Beatriz, una ragazza del Maryland, si ammala di cancro: dopo un’operazione chirurgica e diversi cicli di chemioterapia, torna a scuola e alla sua grande passione, il tennis. Un giorno, mentre si sta allenando insieme alle compagne, riceve un videomessaggio di Roger con un invito per Wimbledon.

Beatriz impazzisce alla sola idea di avere i biglietti per QUEL torneo. Arrivata a Londra si gusta una partita sul centrale, gioca con Federer sui campi di allenamento dell’All England Club e festeggia il diciottesimo compleanno insieme al campione. La domanda sorge spontanea: cosa si prova a rispondere a un servizio di Federer? Beatriz lo ha spiegato a Essentially Sports:

When he served, I’m going, ‘No, no, no,’ but the first one was OK and when he saw I could hit it back, he increased the speed. It was so fast, I don’t think he was expecting me to actually hit it. I think he was astonished actually. I don’t think he knew I could play tennis.

Quattro scambi agli US Open

La vicenda di Marc è simile a quella di Beatriz, altrettanto commovente. Nel 2015 il bambino americano, sopravvissuto a un sarcoma e all’amputazione di una gamba, viene invitato agli US Open da Paul Annacone (all’epoca coach di Roger Federer). Lì incontra il suo idolo: fotografie, autografi e quattro scambi sul campo, che si concludono con un pallonetto ai danni di Roger. 15-0 Marc. Tennis Channel ha anche realizzato un servizio sulla vicenda medica di Marc: la comparsa del tumore, l’operazione, il ritorno sui campi da gioco. Un esempio di vita, al di là del campo da tennis.

Have you ever met Roger?

Immaginate la scena. Siete alla O2 Arena di Londra, alle Atp Finals, la partita di Federer è appena finita, state giocando col telefono a bordo campo quando si avvicina un uomo. «Avete mai incontrato Roger?» chiede lui. La risposta, ovviamente, è «no». Quello non demorde: “Vi piacerebbe incontrarlo?». Certo che ci piacerebbe. «Andiamo».

A grandi linee è quanto è successo alla signora Gloria nel novembre del 2015. Federer le ha mostrato il dietro le quinte del torneo, ha risposto a una serie di domande e si è fatto accompagnare fino alla porta d’ingresso della sala stampa.

Una pizza con i ragazzi

Questa non è esattamente una sorpresa. O meglio, lo è stata la prima volta, ma con il passare degli anni si è trasformata in una splendida tradizione. Quando gioca il torneo di casa a Basilea, conclusa la finale (sì, ci arriva sempre…) Federer offre la pizza ai raccattapalle. Il motivo è semplice: quando era bambino, ha fatto il raccattapalle sugli stessi campi e quei ragazzini sono di fatto dei colleghi. E chi lo sa, magari futuri campioni Slam.

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