Il ritorno di Joël Dicker

Joël Dicker scrive lo stesso romanzo dal 2012. Prendete La verità sul caso Harry Quebert, Il libro dei Baltimore, La scomparsa di Stephanie Mailer e L’enigma della camera 622, l’ultimo bestseller pubblicato da La Nave di Teseo: sono quattro romanzi fiume con personaggi e ambientazioni diverse, ma lo schema è sempre quello. C’è un delitto/mistero, la polizia indaga senza approdare a nulla, passano gli anni e i protagonisti risolvono il caso tra colpi di scena degni dei migliori romanzi d’appendice.

L’autore svizzero scrive sempre lo stesso romanzo, ma va bene così. Del resto il capostipite – La verità sul caso Harry Quebert – è stato una delle più belle sorprese editoriali degli anni dieci: un thriller, una storia d’amore e un manuale di scrittura condensati in un unico volume. Con lo spin-off, Il libro dei Baltimore, Dicker ha fatto ancora centro ripescando il protagonista Marcus Goldman e raccontando una vicenda avvenuta molti anni prima. La scomparsa di Stephanie Mailer ha rimescolato temi e personaggi, tenendo comunque fede allo schema del cold case risolto anni più tardi.

L’enigma della camera 622” ha esordito al primo posto della classifica dei libri più venduti in Italia.

Adesso tocca a L’enigma della camera 622. Dicker lascia gli Stati Uniti e porta i personaggi in patria, tra Ginevra e il villaggio alpino di Verbier.

Il protagonista – anche lui si chiama Joël – è uno scrittore di successo che piange la morte del suo editore e la fine della storia d’amore con la vicina di casa. Parte allora alla volta di Verbier, sulle Alpi svizzere, per trascorrere qualche giorno di relax in un albergo di lusso: qui conosce un’altra ospite dell’hotel, Scarlett, e in sua compagnia inizia a indagare su quanto è avvenuto quindici anni prima all’interno della stanza 622, teatro di un omicidio irrisolto.

Le indagini di Joël e Scarlett occupano una piccola parte del romanzo, costituito prevalentemente da flashback che risalgono a 15 e 30 anni prima. A fare da sfondo al delitto (per scoprire l’identità della vittima dobbiamo superare la metà del libro) c’è il mondo dorato delle banche svizzere, con due personaggi comprimari: Macaire Ebezener, discendente della famiglia che ha fondato la banca più importante di Ginevra, e Lev Levovitch, fascinoso self-made man che riesce a scalare le gerarchie della banca. Entrambi possono ambire alla presidenza dell’istituto di credito, il primo per diritto di sangue e il secondo per merito: da questo conflitto nasce una storia incentrata sull’ambizione, il potere e l’amore per una donna, Anastasia, che sembra uscita da uno dei grandi romanzi russi.

La soluzione del mistero arriva dopo più di 600 pagine che si leggono tutte d’un fiato. In questo caso – a differenza dei thriller che lo hanno preceduto – L’enigma della camera 622 chiede al lettore di accettare una svolta, su cui poggia tutta la trama, che è oggettivamente ai limiti del credibile. Forse penserete “questa volta Dicker l’ha fatta fuori dal vaso”, ma dopo aver digerito la rivelazione il divertimento è assicurato (anche se resta un po’ di amaro in bocca).

Se La verità sul caso Harry Quebert conteneva riflessioni sulla scrittura e il processo creativo, nel nuovo libro Dicker – tra un colpo di scena e l’altro – parla del suo legame con Bernard de Fallois. Morto all’inizio del 2018, de Fallois è stato un pilastro dell’editoria francese: lo scrittore ginevrino lo considera un maestro, come emerge dagli aneddoti raccontati ne L’enigma della camera 622. L’omaggio all’uomo che ha pubblicato tutti i suoi romanzi (nonostante il primo, Gli ultimi giorni dei nostri padri, non lo avesse convinto fino in fondo) non era dovuto, ma arriva dal cuore.

Per concludere: se avete già letto tutti i romanzi di Dicker, comprate anche questo e ritroverete le stesse emozioni di una volta (anche se a un certo punto storcerete il naso); se non avete mai letto Dicker, lasciatelo per ultimo e buttatevi su Harry Quebert: un altro livello.

Classificazione: 3.5 su 5.

P.S. Questa la mia personalissima classifica dei romanzi di Dicker: 1) La verità sul caso Harry Quebert; 2) Il libro dei Baltimore; 3) La scomparsa di Stephanie Mailer; 4) L’enigma della camera 622; 5) Gli ultimi giorni dei nostri padri (che non è un thriller ma un romanzo storico).

Joël Dicker
L'enigma della camera 622
La Nave di Teseo 2020
640 pp, traduzione di Milena Zemira Ciccimarra

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