Nella giungla dei virus

Nel 2014 la casa editrice Adelphi ha pubblicato un saggio (608 pagine, 29 euro: roba da intenditori) sul “salto di specie” dei virus dagli animali all’uomo. Il libro – uscito due anni prima negli Stati Uniti – è rimasto a lungo nascosto fra gli scaffali della saggistica.

Sei anni più tardi, ripubblicato in economica e in formato eBook, Spillover di David Quammen è un bestseller: nelle settimane del lockdown è salito sul podio dei libri più venduti in assoluto, neanche fosse l’ultimo romanzo di Elena Ferrante.

Adelphi ha pubblicato “Spillover” di David Quammen nel 2014. L’edizione economica nella collana “Gli Adelphi” è uscita nel 2017 ed è stata ristampata in occasione della pandemia di Covid-19; a poche settimane fa risale anche la pubblicazione del saggio in formato eBook.

Come ha fatto un libro dedicato al “trasferimento di un agente patogeno da una specie all’altra” (così la Treccani definisce lo “spillover”) a diventare un bestseller? La riposta sta nell’ormai celebre profezia ripresa da decine di giornali, siti e televisioni italiane (lo stesso autore è intervenuto come ospite-esperto in trasmissioni molto seguite). Quammen, in tempi non sospetti, ha scritto:

Le malattie del futuro, ovviamente, sono motivo di grande preoccupazione per scienziati ed esperti di sanità pubblica. Non c’è alcun motivo di credere che l’AIDS rimarrà l’unico disastro globale della nostra epoca causato da uno strano microbo saltato fuori da un animale. Qualche Cassandra bene informata parla addirittura del Next Big One, il prossimo grande evento, come di un fatto inevitabile (per i sismologi californiani il Big One è il terremoto che farà sprofondare in mare San Francisco, ma in questo contesto è un’epidemia letale di dimensioni catastrofiche). Sarà causato da un virus? Si manifesterà nella foresta pluviale o in un mercato cittadino della Cina meridionale? Farà trenta, quaranta milioni di vittime? L’ipotesi è ormai così radicata che potremmo dedicarle una sigla, NBO. La differenza tra HIV-1 e NBO potrebbe essere, per esempio, la velocità di azione: NBO potrebbe essere tanto veloce a uccidere quanto l’altro è relativamente lento. Gran parte dei virus nuovi lavorano alla svelta.

E ancora:

È ipotizzabile che la prossima Grande Epidemia (il famigerato Big One) quando arriverà si conformerà al modello perverso dell’influenza, con alta infettività prima dell’insorgere dei sintomi. In questo caso si sposterà da una città all’altra sulle ali degli aerei, come un angelo della morte.

Se pensiamo che questi paragrafi risalgono al 2012, otto anni prima della scoperta del Sars-CoV-2, è facile comprendere perché migliaia di lettori si siano precipitati ad acquistare Spillover. Arrivate alla fine del libro, le stesse persone si saranno rese conto che parlare di profezia è improprio: per gli scienziati e i cacciatori di virus, la pandemia che stiamo attraversando è tutto fuorché un evento eccezionale (e c’è già da aspettarsi un nuovo Big One).

Spillover è un reportage scientifico-narrativo. Racconta un lungo viaggio al seguito di scienziati che trascorrono le proprie giornate in grotte piene di pipistrelli o nelle foreste consacrate alle scimmie, fra mercanti che vendono a caro prezzo la carne dei primati o tribù che chiedono ai giovani di uccidere gorilla in combattimento come prova di iniziazione.

Un mercato di Hong Kong. Sui banchi dei mercati asiatici c’è una gran varietà di animali, molti vengono venduti ancora vivi: in alcuni casi si trovano pipistrelli e scimmie, principali serbatoi dei virus più letali.

Il campionario dei virus descritti da Quammen è vario e affascinante. Da Hendra a Ebola, passando per Sars e Hiv, il messaggio – che è poi la tesi di fondo del libro – è sempre lo stesso:

C’è una correlazione tra queste malattie che saltano fuori una dopo l’altra, e non si tratta di meri accidenti ma di conseguenze non volute di nostre azioni. Sono lo specchio di due crisi planetarie convergenti: una ecologica e una sanitaria. Sommandosi, le loro conseguenze si mostrano sotto forma di una sequenza di malattie nuove, strane e terribili, che emergono da ospiti inaspettati e che creano serissime preoccupazioni e timori per il futuro negli scienziati che le studiano.

Per cinque anni Quammen ha seguito gli scienziati alla ricerca di questi “ospiti”. Individuare gli animali all’interno dei quali si annidano i virus è fondamentale per ricostruire il viaggio che porta un agente patogeno fino all’uomo, passando magari da un ospite intermedio. La vicinanza forzata tra questi animali e l’uomo, favorita dalla deforestazione selvaggia, è una straordinaria opportunità perché avvenga uno spillover.

La Foresta delle Scimmie a Bali, uno dei luoghi citati da Quammen. Gran parte dei macachi hanno sviluppato gli anticorpi per il virus dell’herpes B: fortunatamente non si sono ancora registrati casi di trasmissione dell’agente patogeno verso i balinesi e i turisti.

Le occasioni sono tantissime. Prendete una delle maggiori attrazioni sull’isola di Bali, la Foresta della Scimmie: qui duecento macachi incontrano ogni anno migliaia di turisti. Il punto è che «questi cari animaletti a volte graffiano e mordono» e quasi tutti hanno contratto il virus dell’herpes B. Per fortuna non si sono ancora stati registrati casi di trasmissione del virus agli uomini, ma con altri agenti nascosti nelle stesse scimmie potremmo non avere la stessa fortuna.

Se la Foresta balinese è un sito turistico di prima grandezza, Quammen – con una penna da romanziere prestato alla scienza – ci porta in luoghi inaccessibili ai più: nel cuore dell’Africa a caccia di gorilla, all’interno di caverne stracolme di pipistrelli infetti, in laboratori di massima sicurezza dove basta una mossa avventata per contrarre un virus mortale.

Quello che resta, alla fine della lettura, è la consapevolezza che i virus sono parte del mondo, proprio come noi. Abitiamo sotto lo stesso tetto e l’unico modo per convivere in pace è non alterare gli equilibri che garantiscono il giusto distanziamento tra i virus, gli animali e l’uomo. Fino ad ora ce ne siamo fregati, ma il Sars-CoV-2 potrebbe averci insegnato la lezione.

Far conoscere Quammen al grande pubblico è uno dei (pochissimi) meriti del nuovo coronavirus: libri così – capaci di sposare il rigore scientifico con un ritmo mozzafiato – sono un regalo per il mondo. Fatevi un favore: compratelo e leggetelo.

Classificazione: 5 su 5.
David Quammen
Spillover
Adelphi 2014
608 pp, traduzione di Luigi Civalleri

Un pensiero riguardo “Nella giungla dei virus

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...